C’era una volta il Target (2): i Natural Balancer

DR_WHO Taccuino Add comments

Come accennato nell’ultimo DR_WHO Taccuino, rieccomi con una nuova “tribe” che dovrebbe far riflettere il modo di interpretare il mercato. Non sognano di ritornare alla vita selvaggia, ma sono sostenitori convinti di una vicinanza con la natura, anche senza rinunciare a vivere e lavorare in una metropoli. Secondo loro, insomma, lo stile urbano e le sue esigenze possono convivere con un’attenzione a tutto ciò che riguarda l’ambiente. E’ la filosofia dei “Natural Balancers”, una nuova tribù transnazionale che si propone appunto di coniugare gli elementi tipici della vita contemporanea con il benessere del corpo e della mente che viene dalla naturalità. Oltre la metà di loro (69%) considera questo stile di vita come un bisogno primario per se stessi. La fotografia dei Natural Balancers emerge da uno studio promosso da Purina One Natural Balance e realizzato da GFK Eurisko attraverso la lettura dei dati di Sinottica (10.000 interviste a italiani dai 14 anni in su) e un’indagine ad hoc realizzata attraverso 400 interviste a pet owners (200 proprietari di cane 200 proprietari di gatto) responsabili della cura del proprio animale.

Nella vita di tutti i giorni, lo stile di vita dei Natural Balancers si traduce in una particolare attenzione dedicata a quello che si mangia (50% delle risposte),  concedendosi ad esempio più tempo per preparare i pasti o per fare la spesa privilegiando ingredienti sani e genuini; più in generale per molti (circa uno su tre) si tratta di cercare un equilibrio psicofisico che passa attraverso i gesti della quotidianità, come la scelta dei prodotti per la vita di tutti i giorni, o anche il modo di vivere tempo libero e i momenti di socialità.

Chi appartiene a questa tribù metropolitana trascorre più tempo all’aria aperta rispetto alla media nazionale (54% contro il 49%), ama la cucina e il cucinare (58%, contro il 44%), si tiene in forma (34% contro il 30%). Per quanto riguarda la casa, poi, le priorità sono il terrazzo (46%, contro il 39% della media), meglio ancora un giardino (55% contro il 37%); chi non riesce a conquistare questo spazio, non rinuncia a tenere in casa qualche pianta (il 18% dedica loro molto tempo, contro il 12% della media nazionale). E come tutte le “tribù” anche i Natural Balancers, che vivano a Milano, a Tokio, a New York o a Berlino, hanno i loro codici e comportamenti ben definiti che li contraddistinguono e in cui si riconoscono. Vivere in modo naturale significa in concreto riavvicinarsi alla natura (22%) a partire da un contatto diretto, ma anche tutelare l’ambiente, magari facendo attenzione al risparmio energetico, (9%). Oltre ad avere una spiccata sensibilità ecologica e per la sana alimentazione, i Natural Balancers, quando non possono realizzare il sogno di una full immersion nella natura, cercano comunque di fuggire in qualche modo dalla frenesia della vita moderna magari frequentando aree verdi, anche all’interno della città (70%), avere animali domestici (55%) e circondarsi, quanto più è possibile di materiali e prodotti “naturali”: ad esempio con oggetti di arredo “natural style” (46%). Naturalmente i Natural Balancers hanno un rapporto molto stretto con i loro pet friends e dedicano loro le stesse cure improntate all’amore e al rispetto per la natura che fanno parte del loro stile di vita. (via).

E’ bello che da una semplice ricerca per il lancio di un nuovo prodotto, si sia arrivati ad identificare una  nuova “tribe”. La ricerca fornisce moltissimi spunti per entrare in contatto con questi consumatori, e identifica anche il “passepartout” per farlo. Al di là di tutto, però, vi è un fortissimo segnale. Per tutte le aziende. A buon intenditor ….

Dr_Who

 

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