Come dissi nel mio intervento lo scorso ottobre a Vicenza in occasione del COM-Test (qui l’articolo) il dubbio che ho è che il marketing non convenzionale non esiste. Anzi, ne sono certo (questo l’assioma del mio intervento). Essere non convenzionali, non significa fare provocazione fine a se stessa. significa pensare nuovi modi di interpretazione, capaci di arrivare direttamente agli obiettivi. I vari billboard nella declinazione della “station domination” ne sono la prova: l’obiettivo è arrivare dritti al target, in modo forte, sfruttando il passaparola, e non si tratta di voler stupire o provocare a tutti i costi, quanto di innovare, nel senso di inventare anche nuovi modi di vivere i media tradizionali. La ‘station domination’, trasforma l’affissione in ambient media, dilatando il suo impatto, caratterizzando un luogo, definendo in modo univoco l’esperienza del passaggio. Oggi una comunicazione che non attivi canali bidirezionali non ha più senso. Quella della bidirezionalità non è una azione fine a se stessa, un presidio tattico. E’ una precisa strategia di presidio del proprio target, che non termina al termine del periodo di presenza in facing, ma rivesta l’intera relationship tra azienda, Cliente e Prospect.
Dr_Who







aprile 27th, 2008 at 12:12
Eh Sì Camillo. Secondo me hai proprio ragione. Mi dispiace ancora un sacco non essere potuto intervenire al COM-test. Sarebbe stata sicuramente un’esperienza interessante…